Gare a tappe: 3 gravi errori da evitare

ciclisti frequentatori dei campi gara a tappe ne hanno viste di tutti i colori ed in tutte le salse. Qualche episodio epico e maldestro lo si trova sempre da raccontare. Ma questi episodi quanto incidono sul risultato finale? In questo articolo vogliamo riepilogare 3 gravi errori che si vedono spesso sui campi gara a tappe da parte dei ciclisti. Per quanto riguarda Appenninica MTB Race Stage l’attenzione richiesta è ancora maggiore rispetto ad altre gare: questa gara è impegnativa sia su carta ma anche nella realtà. Stay focus 😉

 

Errore numero uno: “partire a tutta”

Tipico e classico errore è affrontare la prima salita della prima tappa come se fosse una gara granfondo. La partenza è sempre la partenza e l’adrenalina è elevata, qualsiasi sia il tipo di gara. Questo lo comprendiamo tutti. Allo stesso tempo il fine non giustifica i mezzi. Partire a tutto gas significa forte e precoce deplezione di glicogeno, oltre che una bella doccia di acido lattico che  mette in ginocchio i sistemi tampone. La domanda da porsi è : “il tempo guadagnato nella prima salita con questo bel fuori giri ripagherà la prestazione scadente nel resto della tappa?” Solitamente la risposta è no, a meno che la tappa non sia estremamente corta, come per esempio un prologo da max 30-40 minuti. Il paragone con una granfondo non è da farsi per diversi motivi. Il motivo principale è che nelle granfondo c’è solitamente molto traffico e tutti iniziano con un all-out nella prima salita per prendersi le posizioni migliori. In questo caso, rimanere nel traffico, solitamente, è peggio che finirsi con un all-out iniziale. Nelle gare a tappe il traffico non è mai troppo elevato, le partenze sono sempre su strade larghe e i primi single track arrivano dopo diversi chilometri.

Altro fattore molto importante da considerare è il maggior danno biologico conseguente ad una tappa affrontata in stato di fatica gravosa. Un conto è iniziare le salite ad intensità media/soglia e poi, sul finale fare un all-out, magari in VO2max. Altro caso è fare l’inverso cioè un all-out iniziale e il resto della tappa al medio/soglia. Il secondo scenario è chiaramente più gravoso, produce più radicali liberi e sottopone l’organismo ad uno stress maggiore.

Riepilogando: nella gare a tappe sono vietati gli all-out in partenza.

Stage 5 First Climb – Photo by Marius Holler

Errore numero due: “dimenticare di mangiare”

Questo titolo si riferisce sia ai ristori sia al recovery post gara. Ricordiamoci infatti che sotto-nutrirsi durante la tappa (meno di 60g carboidrati/h) significa attingere maggiormente alle proprie riserve di glicogeno. Questo porta ad una deplezione di glicogeno maggiore e quindi ad un esaurimento precoce. Risultato: quando il glicogeno scarseggia il nostro organismo prova ad utilizzare maggiormente i lipidi ma sappiamo che quest’ultimi hanno una resa di gran lunga inferiore rispetto ai carboidrati.

Il recovery post gara è il primo pasto che partecipa attivamente alla prestazione della tappa successiva. La sensibilità all’assunzione di carboidrati (finestra glucidica) è massima al termine dello sforzo fisico e si chiude entro 20-30 minuti. Questo significa che cosa mangiamo appena arrivati dalla tappa influenza enormemente la tappa seguente. Come già affrontato in altri contesti la strategia migliore è quella di integrare con un carboidrato idoneo (per esempio HBCD o Vitargo o analoghi), unito ad un multivitaminico. In questo modo il carboidrato funge da carrier per le vitamine. Questa bevanda, da unire con proporzioni isotoniche all’acqua va consumata sotto il traguardo. Una volta completato questo primo refill si passa al pasto solido vero e proprio che deve essere principalmente a base di carboidrati (riso o pasta o cereali analoghi). L’elemento chiave sono i carboidrati poiché è il macronutriente che fornisce l’energia a scopo locomotorio. Con il  proseguire della giornata si concede maggior priorità ai protidi così da fornire il substrato energetico al contributo plastico. I lipidi non vanno eliminati ma saranno sempre presenti in una dieta per gare a tappe ben formulata e bilanciata.

Riepilogando: non saltare i ristori e non saltare la finestra glucidica

Errore numero tre: “non curare la manutenzione del mezzo (e la propria)”

Ogni tappa sottopone il nostro mezzo a stress dovuti a vibrazioni, collisioni e usura. L’atleta non meccanico, interpreta il proprio mezzo come una macchina on/off (cioè funziona o non funziona) e quindi, arrivato da una tappa con il mezzo funzionante può pensare che sia tutto ok. Questa è una visione profondamente sbagliata perché la meccanica “vive”. Si esatto, la meccanica ha una sua vita e l’usura di un componente ne è la dimostrazione. Un’accoppiata corona-catena usurata può funzionare perfettamente se correttamente lubrificata. Accade poi di incontrare la pioggia e il fango che lavano via il lubrificante e introducono agenti solidi esterni. Risultato: la corona risucchia la catena e nascono fastidiose vibrazioni, spreco di potenza per attrito e aumento esponenziale dell’usura. Piove sul bagnato insomma! Per risolvere questi problemi basta switchare la prioria mentalità manutentiva dalla versione “a guasto” alla versione “preventiva” poi alla versione “predittiva”.

Il copertone è il tipico esempio: posso averlo tagliato e riparato (o non riuscito a riparare) quindi lo sostituisco ma sto lavorando “a guasto”.  Posso valutare che il battistrada è usato al 70% e allora decido di sostituirlo anticipatamente quindi sto lavorando “preventivamente”. Posso percepire delle vibrazioni mentre pedalo su asfalto e decido di sostituire il copertone anche se non vedo apparenti danni o usure quindi sto lavorando per “predizione”

L’atleta che rompe spesso il mezzo è tendenzialmente un atleta che ragiona “a guasto” e a “prevenzione”. L’atleta che subisce pochi danni meccanici è un atleta che lavora principalmente per “prevenzione” e “predizione”. Pensare al proprio mezzo per “predizione” è la cosa più efficace ma anche la più difficile poiché richiede la perfetta conoscenza del comportamento di tutti i componenti installati sul proprio mezzo. Questo indica una buona ragione per la quale il mezzo e la componentistica si battezzano ad inizio stagione e non si cambia modello fino alla fine della stagione.

Infine, sempre in topic, per non far troppe differenze tra meccanica del ferro e meccanica del corpo umano pensiamo che anche il nostro organismo è soggetto a fattori esterni simili a quelli che subisce il nostro mezzo meccanico. La manutenzione del nostro corpo diventa fondamentale. In scienza dello sport la manutenzione del nostro corpo rientra nella materia chiamata “recupero“. In una gara a tappe è quindi fondamentale non sottovalutare mai i recuperi. E’ importante tenere in conto tutti gli aspetti: il recupero idrico, il recupero alimentare, il recupero muscolare aiutandosi con massaggi post tappa, il recupero psicologico aiutandosi con respirazione e relax, il recupero notturno aiutandosi con un corretto habitat per dormire (qualità) e con la giusta quantità di sonno in fase profonda (quantità).

Riepilogando: focus su manutenzione della bicicletta e sul recupero post gara

 

 

 

Dott. Andrea Ghelardoni

Chinesiologo | Preparatore Fisico-Motorio

Responsabile scientifico ZEROPIANURA.IT e AG-TRAINING ITALIA

Il Re della pioggia è Bart Classens: sua la Queen Stage nel diluvio

Il repentino cambiamento delle condizioni meteo nel finale ha costretto gli organizzatori a neutralizzare la quinta tappa al km 84. L’olandese Classens si è imposto su Felix Frtizsch nuovo leader dopo il ritiro di Ilias Periklis. Naima Diesner ipoteca la vittoria finale

Felix Fritzsch e Bart Classens

Credits: Marius Holler // The Outdoor Lab

È stato il maltempo il grande protagonista della “High Mountain Queen Stage”, la frazione più attesa di Appenninica MTB Stage Race 2021, andata in scena giovedì 16 settembre. La pioggia ha fatto da padrona per gran parte dei 98 km e 3750 metri di dislivello complessivo in programma, costringendo infine gli organizzatori a neutralizzare la gara al km 84 sul Passo Pradarena, mentre sull’arrivo di Cerreto Laghi si abbatteva un violento nubifragio. Il meteo, previsto in miglioramento nell’orario d’arrivo, ha invece giocato un brutto scherzo alla carovana di Appenninica.

La decisione degli organizzatori di Appenninica MTB Stage Race, Beppe Salerno e Milena Bettocchi, è stata assunta prendendo atto del peggioramento delle condizioni, per salvaguardare la salute degli atleti. “La nostra priorità è l’incolumità di tutti i bikers impegnati ad Appenninica – spiega il Comitato Organizzatore -. Quando il meteo è ulteriormente peggiorato, peraltro contrariamente alle previsioni, abbiamo assunto la scelta che ritenevamo più responsabile.”

La lotta per la vittoria finale ne à uscita ovviamente sconvolta: dopo 30 km, la gara ha perso a causa del freddo due dei grandi protagonisti della prima metà di Appenninca, Milton Ramos vincitore a Fanano e il leader di classifica Ilias Periklis che aveva già conquistato due successi parziali. Il greco del DMT Racing Team ha preferito mettere il piede a terra per preservare la forma in vista dei Campionati Mondiali Marathon MTB in programma il prossimo 2 ottobre.

A domare la pioggia è stato un eroico Bart Classens, che non solo ha conquistato il successo in 4:49:00 ma ha anche guadagnato 12 minuti sul leader della generale Felix Fritzsch. A sua volta, il tedesco è tornato a vestire la maglia azzurra, ma ora con soli 6:36 sull’olandese. Sale invece sul podio il parmense Elia Taverna, spesso tra i migliori nel corso della settimana e oggi arrivato con un ritardo di 17 minuti; in classifica generale paga ora 33:26 sul leader.

“È stata una tappa pazza, ma con questo clima molto simile alla mia Olanda io mi esalto – ha commentato Bart Classens -. Sulla prima salita ero insieme a Ilias (Periklis) ma non l’ho visto ritirarsi. Alla seconda Feed Zone ho notato che Felix Fritzsch non era con me, allora ho insistito con il mio ritmo: in queste situazioni se rallenti senti solo più freddo. A dire la verità, sul traguardo non pensavo di aver vinto.”

CLASSIFICA TAPPA 5CLASSIFICA GENERALE PER CATEGORIA DOPO LA TAPPA 5

Credits: Marius Holler / The Outdoor Lab

DIESNER IPOTECA LA VITTORIA FINALE

Naima Diesner ha ipotevato invece la vittoria finale nella categoria donne. La tedesca è arrivata al km 84 dopo 6 ore e 28 minuti, anticipando Virginia Cancellieri di 23 minuti. L’atleta ligure non è riuscita a tenere il passo fin dai primi chilometri, e con ogni probabilità dice addio ai sogni di gloria finale, avendo 39:41 da recuperare nella generale. Sempre in terza posizione Evelyn Sulzer, cha dopo i 29 minuti ceduti nella frazione odierna si trova ad oltre un’ora dalla leader di classifica.

Credits: Marius Holler / The Outdoor Lab

SI PUNTA VERSO CASTELNOVO NE’ MONTI

Dopo la “High Mountain Queen Stage” che ha sconvolto la classifica generale, la corsa riprende venerdì 17 settembre verso Castelnovo ne’ Monti. Dopo la partenza dalla località sciistica di Cerreto Laghi, gli atleti affronteranno 65 km e 2050 metri di dislivello complessivo per una tappa completamente disegnata all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Riserva MAB Unesco.

La frazione “Park & Roll”, costeggia nella parte iniziale il lago Pranda, salendo poi fino al Passo Pradarena. Dopo la discesa verso la Valle Collagna, si risale nuovamente attraversando i pascoli del Parmigiano Reggiano di montagna. Superato il Passo di Pratizzano, gli atleti raggiungeranno il Lago Calamone, entrando poi nei chilometri finali, fino all’arrivo, nel Cervarezza Bike Park. Purtroppo, le previsioni meteo per domani non lasciano presagire dei miglioramenti e gli organizzatori stanno valutando diversi piani alternativi, tra cui una possibile riduzione del percorso.

Credits: Marius Holler / The Outdoor Lab

I DOTTORI IN MOTO DI RACING MEDICAL TEAM

Un’altra edizione della leggendaria Paris-Dakar è nel pieno dell’azione ma anche noi ad Appenninica abbiamo i nostri super-centauri.

Racing Medical Team

Il team medico ad Appenninica MTB Parmigiano Reggiano stage race avrà di nuovo i dottori di RMT – Racing Medical Team – a prendersi cura e ad assistere i concorrenti qualsiasi sia il terreno. Simone e Michele sono stati molto apprezzati per la loro professionalità ed atteggiamento rilassato, il “surfer look”, ed il manico in moto. Quello che ci ha detto un rider:

“Dobbiamo essere grati – specialmente nella calda estate Italiana – del fatto che ci fossero ad assisterci i due dottori su moto da enduro che chiedevano continuamente se i concorrenti erano a posto e se volevano acqua. Teniamo presente che questo tipo di servizio non lo trovi spesso ad altre gare.”

Il Team Medico completo sarà:

  • 2 ambulanze con attrezzatura avanzata dislocate strategicamente e che si sposteranno tatticamente lungo il percorso di gara
  • 2 medici rianimatori in moto che seguiranno la gara lungo il percorso
  • 3 moto di assistenza al percorso
  • 1 medico fisso nella MEDICAL TENT al campo di ogni Race Village
  • 2 squadre di assistenza del SOCCORSO ALPINO nei punti più rischiosi

Lukas Kaufmann sui segmenti di Appenninica. Chi è capace di batterlo?

Il vincitore della prima edizione di Appenninica MTB Race Stage, versione 7 tappe+prologo, team solo, è Lukas Kaufmann. Lukas è nato a Linz (AUT) il 4.4.94. Lukas ha 25 anni e corre per IMMOunited Mountainbike Racing Team. Atleta giovane e di talento al quale abbiamo posto un paio di domande.

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Lukas, come è iniziata la passione per la mountainbike? “Ho iniziato a gareggiare in mountainbike quando avevo 8 anni. Tra i 13-14 anni ho perso più di 20 kg di peso e, da allora, ho iniziato ad andare sempre più forte. Negli ultimi anni sono riuscito ad aggiudicarmi molte belle gare e, solo 1 weekend prima di Appenninica, ho ottenuto il terzo gradino del podio nella marathon più dura d’europa, la Salzkammergut Trophy (210km x 7199 m dsl) con un tempo di 11h13′ “

Cosa ti ha colpito di Appenninica? La mia passione è partecipare a gare mountainbike-extreme in tutto il mondo, soprattutto quelle con belle cornici e paesaggi. Appeninica è stata la più bella gara di mountainbike a cui ho partecipato negli ultimi 5 anni. Adoro queste montagne, adoro i trails, adoro la gente e mi piace il cibo Italiano, soprattutto il Parmigiano.

Lukas ha concluso Appenninica in 23h22’58”. Tappa più lunga 6h05′ (2° tappa), tappa più corta 25′ (prologo). Lukas ha utilizzato integratori EthicSport, in particolare Superdextrin, Maltoshot, l’ipotonico Sete ed Energia Rapida Professional. Lukas ha ottenuto ottimi tempi in tutti i segmenti. Strategia di gara regolare programmata a tavolino. Insieme al preparatore atletico Andrea Ghelardoni, Lukas e Andrea lanciano una sfida. C’è chi sa fare di meglio?

Sfida Lukas: c’è chi sa fare di meglio?

Per battere Lukas è sufficiente far meglio di lui in TUTTI e 4 i singoli segmenti (link diretto a Strava cliccando sul nome del segmento). I segmenti sono:

Segmento Sfida Lukas #1 | Fanano – Lago Scaffaiolo | 1h38’32”

Segmento Sfida Lukas #2 | Porretta – Monte Piella | 46’03”

Segmento Sfida Lukas #3 | Vivaio Castelluccio | 7’02”

Segmento Sfida Lukas #4 | Discesa Monte Piella – Porretta | 23’28”

Lukas ha realizzato questi tempi durante Appenninica. A chi vuole cimentarsi nella sfida concediamo un vantaggio: poter affrontare i segmenti separatamente in uscite differenti. Unica regola: le e-bike sono le benvenute ma non sono in classifica. Chi riesce a superare Lukas sarà omaggiato col proprio nome e i propri tempi nell’Albo D’oro. L’albo d’oro sarà disponibile su questo sito e su Strava.

Tracce nel dettaglio

Albo D’oro

07/2019 – Lukas Kaufmann [1h38’32’ | 46’03” | 7’02” | 23’28”]

 

Qualche suggerimento per migliorare i propri PR su Strava

I segmenti sono 3 in salita (ognuno idoneo a soggetti con caratteristiche differenti) + 1 in discesa (che premia le abilità tecniche). Chi batte Lukas può essere definito atleta offroad completo.

 

Segmento Tipo Durata stimata Stamina (resistenza endurance)  Gestione sforzo FTP Potenza aerobica Abilità tecniche
Sfida Lukas #1

Fanano – Lago Scaffaiolo

S 2h +++ +++ ++ + +
Sfida Lukas #2

Porretta – Monte Piella

S 1h + ++ +++ ++ +
Sfida Lukas #3

Vivaio Castelluccio

S 10′ + + +++
Sfida Lukas #4

Monte Piella – Madognana

D 25′ + + +++

 

Dott. Andrea Ghelardoni | Preparatore atletico ciclismo

www.ag-training.it

fb.me/AGTrainingItaly

APPENNINICA MTB: LA SPLENDIDA GARA DI MATTEO DELLABIANCIA COMMENTATA DAL PREPARATORE ATLETICO ANDREA GHELARDONI

Re-post – Vai all’articolo originale qui.

Mi chiamo Andrea Ghelardoni, sono Dottore in Scienze Motorie e preparatore atletico specializzato in ciclismo. In veste di preparatore spiego sempre agli atleti quale sia il valore aggiunto di allenarsi con un misuratore di potenza. A chi già lo possiede spiego di non limitarsi a leggere il numero relativo ai Watt a display ma tento di insegnare a gestire lo sforzo durante la gara e soprattutto, ad eseguire un’analisi dati che indirizzi alla corretta tipologia di allenamento per migliorare le proprie capacità condizionali. Matteo ha scelto il powermeter top sul mercato, ha scelto la qualità e precisione di SRM, il marchio più famoso e desiderato al mondo quando si parla di misuratori di potenza. Questo strumento, associato ad opportuni software e conoscenze, permettono di valutare a 360° la prestazione complessiva dell’atleta che se ne avvale.

Marco Bettocchi – Staff Appenninica (sinistra) e Andrea Ghelardoni – Preparatore atletico (destra)

Matteo Dellabiancia, classe ’90, nato a Cattolica, è atleta mountain-bike portacolori del 360 Bike Team – Cattolica Bike Service. Matteo ha deciso di partecipare alla gara di 8 tappe Appenninica MTB. La passione di Matteo non si ferma infatti alle gare del weekend, nel suo curriculum sportivo compaiono partecipazioni a gare a tappe del calibro di Cape Epic (Sudafrica), Alpen Tour (Austria), Andalucia Bike Race e Volcat (Spagna). Negli sport di endurance non si improvvisa nulla e il nostro rider lo sa bene. Preparato atleticamente, con la mentalità positiva e con la volizione necessaria per partecipare a questa durissima competizione, Matteo non ha lasciato nulla al caso. Preparazione fisica e organizzazione personale stage by stage sono state pianificate, con cura, a tavolino. Il resto dei compiti spettano allo staff di Appenninica, concentrato a soddisfare i bisogni dei concorrenti impegnati in questa splendida sfida.

Beppe Salerno – Organizzatore di Appenninica (sinistra) e Matteo Dellabiancia – Atleta 360 Bike Team (destra)

Appenninica (www.appenninica-mtb.com) è una gara a tappe di  mountain-bike alla sua prima edizione. Una gara dura e scenograficamente spettacolare condita dall’ospitalità Emiliano-Romagnola. Il percorso consiste in un prologo e sette tappe con 400 km e circa 15000 mt di dislivello. Si parte da Berceto (PR) e, percorrendo le alte vie dell’Appennino, si giunge a Bagno di Romagna (FC). Un mix di percorsi tecnici, divertenti e faticosi in salsa Italiana.

Il tracciato di Appenninica – Da Berceto (PR) a Bagno di Romagna (FC)

Da preparatore atletico mi piace raccontare le storie degli atleti e fare l’analisi dati post gara quindi vi racconto cosa è successo a Matteo, stage by stage, durante la sua Appenninica.

Prologo | Bologna | Nella cornice di San Luca, prologo con cronoscalata fino al famoso santuario, poi Parco dei 300 Scalini. Matteo conclude il prologo in 4° posizione. Tempo totale di 26′, potenza normalizzata 264W. Le pendenze aggressive (15-25%) della salita di San Luca sono state affrontate con la massima regolarità, 8 minuti a 300W medi. Buoni valori considerando il peso corporeo di Matteo (pre tappa 58 kg). Valori che lo collocano al centro della categoria climbers. Sul finale sono presenti 6-7 rilanci alla potenza media di circa 400W. Matteo sa che deve rimanere quanto più costante possibile nell’erogazione della potenza, non deve sprecare inutilmente glicogeno. Impossibile non rilanciare vista la tracciatura del circuito. Si conclude quindi il prologo di brevissima durata, la vera fatica inizierà domani.

bologna appenninica mtb andrea ghelardoni
Tappa prologo – Bologna centro storico

Tappa 1 | Berceto – Castelnovo Monti | Tappa impegnativa sia per distanza che per altimetria (78 x 2700). Clima caldo tipico di un bel mese di Luglio. Matteo inizia con un imprevisto alla scarpa (rompe un Boa) ma con un po’ di improvvisazione è abile nel risolvere il problema aiutandosi con del nastro adesivo. Riportando la mente alla gara, il percorso si presta bene alle abilità tecniche di Matteo che trova subito il feeling giusto nella guida. Durata tappa 5h34′ e NP 187W (che corrisponde ad IF 0,67). I dati indicano ritmo prevalentemente medio difatti 1h è il tempo cumulato in Z2, 1h il tempo cumulato in Z3 e 25′ in Z4. Il ratio tra le zone è Z2:Z3:Z4 = 1:1:0,4. Questa tripletta di valori conferma un’andatura sostenibile e perfetta considerando una tappa di 5-6h. La regolarità e la polarizzazione Z2/Z3, unite all’esperienza di Matteo, che si avvale dei dati del suo SRM, portano ad un’ottima gestione delle energie. Ora inizia il recovery in vista della tappa di domani.


Tappa 2 | Castelnovo Monti – Fanano | L’esclamazione di Matteo all’arrivo è “che tappona”. Matteo è rimasto con i primi tre avversari a vista, fino a quando, alcuni tratti da percorrere a piedi, gli hanno fatto perdere il contatto. Chiaramente la tappa di oggi è la queen stage, ancora più impegnativa della precedente (100 x 3000). Matteo conclude in 6h47′. Potenza normalizzata177W. Una normalizzata in linea con l’espressione del giorno precedente. Ci vengono in aiuto i dati di carico complessivo che indicano un TSS di 280 punti. Teniamo presente che 100TSS equivale a sostenere l’intensità di soglia per 1h.  Ai 280 della queen stage sono da aggiungere i 275 punti, sulle spalle dai 2 giorni precedenti. Un cumulato di 555 punti TSS in 3 giorni. Il gioco inizia a farsi pesante. Oggi la distribuzione dei tempi cumulati in zona Z2:Z3:Z4 = 1:0,3:0,1. Una parte di Z3 è finita in Z2. L’ultima salita è stata Pievepelago – Passo del Lupo (quota media 1400 m – quota max 1800 m). L’altitudine impatta sulla pressione parziale dell’ossigeno (che diminuisce) quindi, la potenza disponibile ai pedali è inferiore. Matteo vive a Cattolica (quota mare), è ben conscio del fenomeno altitudine perciò affronta l’ultima salita in Z2 (piuttosto che in Z3). Il powermeter gli è di grande aiuto poiché la sola frequenza cardiaca lo avrebbe ingannato. La vasodilatazione indotta dalla temperatura e dalla pressione parziale dell’ossigeno sarebbe stata tale da aumentare la fc a parità di potenza erogata. Questo significa leggere H3 cardiaco durante uno sforzo Z2 ai pedali. Fake drive target!

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Matteo all’arrivo dopo la tappa Castelnovo Monti – Fanano

Tappa 3 | Fanano – Porretta | Siamo nelle terre dove ho vissuto quindi avevo programmato di girare un bel video con i dati ergometrici di Matteo. Ho deciso di faticare e seguirlo durante una tratto della tappa. Pedalando affianco a lui, si percepisce che Matteo sta bene, pedala regolare e pulito. Sta affrontando la salita che da Capanno Tassoni conduce al Passo della Croce Arcana.  Salita che viene affrontata a IF 0.8 cioè ad un buon ritmo medio (quasi a sweetspot). Nonostante l’altura cominci nuovamente a farsi sentire, la potenza erogata rimane la medesima anche sopra i 1500 m di quota. Questo è un ulteriore segnale che Matteo sta bene. Ci lanciamo nel single track di crinale che collega il passo della Croce Arcana con il Lago Scaffaiolo. Il primo trio è a vista, prendo un riferimento e mi segno il gap che abbiamo da loro. Matteo, nel tecnico, guida bene e, in circa 3 km di single track, recuperiamo 40 secondi sui primi. Rapido ristoro e lascio Matteo al suo destino. Completerà la tappa (50 x 1800) in circa 3h28′. Per capire cosa si prova ad affrontare questi magnifici trail durante una gara a tappe internazionale vi lascio al video.

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Tappa Fanano – Porretta. La partenza

Tappa 4 | Cronoscalata Monte Piella | Salita verso Monte Piella + sentiero CAI 107 verso Porretta Terme.  Porretta Terme rimane a 400 m slm mentre il Monte Piella a 1200 m slm. La salita è lunga, pendenza 5-8% (tranne alcune brevi rampe >15%). Gli avversari non lasciano una attimo per respirare, chi non aspira alla classifica generale ha comunque in mente un podio di giornata. Matteo transita al GPM in 1h03′ ed un IF 0.85 con 800 metri di dislivello nelle gambe tutte d’un fiato. Siamo in full sweetspot, quindi in zona prossimale alla soglia. Matteo riesce ad esprimere circa 4,2 W/Kg per 1h. Un dispendio da quasi 1000 kcal metaboliche. Inizia la discesa tecnica poi mix di cavedagne che alternano piccoli e affascinanti borghi locali. Il 107 è un sentiero bellissimo, soprattutto ora che è pulito come un biliardo. In discesa la prima regola è ‘mai distrarsi’. Dopo pochi minuti la sfortuna fa si che Matteo passi sulla pietra sbagliata e tagli il copertone posteriore. Inizia un veloce pit stop con riparazione artigianale, il taglio è grande, utilizza 2 vermi ma comunque la riparazione non può dirsi definitiva. Matteo non molla l’osso, scende sul cerchio, fa quel che può, si esprime al meglio negli ultimi rilanci e conclude la tappa. Nonostante tutto, il risultato è discreto. Le parole di Matteo sono: “peccato un problema del genere in una tappa corta. Stavo bene, avevo fatto una gran salita”. Il risultato è stato portato a casa e la sua posizione in assoluta viene conservata.

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Vista del Villaggio gara in Piazza della Libertà, Porretta Terme

Tappa 5 | Santa Sofia | Anello da ripetere 2 volte nell’intorno del paese di Santa Sofia. E’ molto caldo, nel pomeriggio si sfiorano i 40° e, per questioni logistiche, la tappa inizia alle ore 12. Non sono preoccupato: Matteo è abituato a questo clima, è un Romagnolo e sa che deve idratarsi. Anzi, questo caldo gioca a suo favore, vista la presenza di concorrenti stranieri del centro/nord europa abituati a climi più freddi. Il ragionamento è corretto infatti oggi Matteo va alla grande, le gambe rispondono bene e conosce il percorso (non lontano da casa sua). Tappa da 52 x 2000 quindi si prevedono 200-230 TSS. Matteo chiude in 3h20′, 200 TSS e una NP di 220W (IF 0.8). Iniziamo a capire che Matteo sta affrontando queste 8 giornate in crescita. Le sue prestazioni sono costanti dall’inizio e le sensazioni migliorano. Questo è il risultato di una corretta gestione dei carichi di allenamento nelle settimane precedenti ad Appenninica. Facciamo il punto generale e vediamo che i cumulati fino ad oggi sono notevoli: 990 TSS, 11000 dsl, 20h attive di pedalata, 310 km, 11000 kcal metaboliche.  Numeri pesanti se si pensa che mancano ancora 2 tappe di tutto rispetto. Sono fiducioso perché vedo che Matteo è positivo, resiliente e sta perseverando. Nello sport, come nella vita, queste caratteristiche valgono più di molti altri aspetti.

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Santa Sofia – L’arrivo lungofiume

Tappa 6 | Santa Sofia – Bagno di Romagna | Siamo alla penultima tappa. La prestazione di oggi si commenta osservando 2 semplici grafici che riporto sotto. Il primo grafico è il classico sinottico ergometrico nel tempo, il secondo grafico è la marcatura dei momenti di erogazione della potenza che evidenzia l’utilizzo massivo del sistema energetico aerobico o anaerobico. Semplificando all’estremo, il secondo grafico ci indica i momenti sottosoglia (punti blu) e soprasoglia (punti rossi). Si notano molti punti rossi nella parte iniziale: probabilmente Matteo stava bene e voleva prendere posizione nei confronti dei suoi avversari. Mossa corretta infatti non accusa questo “fuorigiri” e il ritmo si mantiene buono a tal punto che riesce a staccare il suo diretto avversario e mettere in cassaforte 7′ di vantaggio. Già nella tappa di ieri, Matteo aveva inflitto quasi 20′ all’avversario Polacco. Con i 27′ minuti recuperati in nelle ultime 2 tappe, Matteo guadagna la 4° posizione dell’assoluta generale. Le parole di Matteo sono: “Nei rilanci riuscivo ad andare via in progressione rispetto al Polacco, ad un certo punto lui ha mollato. Missione compiuta”. Ottimo lavoro!

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Grafico nel tempo dell’erogazione di potenza
grafico potenza ciclismo andrea ghelardoni srm
Training Impact sistema energetico aerobico – anaerobico

 

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Matteo in un momento impegnativo tra Santa Sofia e Bagno di Romagna

Tappa 7 | Bagno di Romanga | Oggi è il giorno finale. In classifica, dietro Matteo, diversi avversari con troppo poco distacco per poter mettere un sigillo alla sua 4° posizione assoluta. Bisogna rimanere concentrati. Oggi Matteo è carico, ha intenzione di dare tutto. Può realizzare quello che ha in mente perché sta bene ed è positivo. La tappa è l’equivalente di una mediofondo (35 x 1100), tempo stimato circa 1h45′-2h15′. L’ SRM di Matteo ci dice che oggi è la sua giornata, le entrate in zona Z5 sono molte. E’ normale aprire il gas, è l’ultima tappa, è necessario rischiare. Un grafico relativo al training impact evidenzia 3 momenti cruciali (@8′ @48′ @1h48′). In ognuno di questi 3 segmenti Matteo ha dato tutto quello che aveva. Gli sforzi sono ripagati: tempo di tappa 1h55′ e 220NP  (0,8 IF). Questa tappa è una prestazione magistrale. Matteo conclude la sua Appenninica e conquista la 4° posizione assoluta in classifica generale. Good job rider!

 

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Grafico del discharge del serbatoio anaerobico (viola) sovrapposto all’erogazione della potenza (giallo)

 

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Villaggio gara a Bagno di Romagna

I numeri finali di Matteo durante Appenninica 

  • Durata: 25h attive di pedalata
  • Distanza: 400km offroad (equivalente di Roma – Modena asfaltati)
  • Dislivello 15000 m (circa 2 volte l’Everest)
  • TSS 1300 (che equivale a 13h a soglia)
  • 15000 Kcal metaboliche (circa 37 piatti di pasta)
  • NP media 210 W –  IF medio 0.7
  • TIZ: 6h@Z2 | 5h20′ @Z3 5,20h | 2h46′ @Z4 | 1h @Z5 | 38′ @Z6
  • Best performance: MMP5 327W | MMP20 253W | MMP60 226W
  • Peso corporeo pre-gara 58 Kg
  • Peso corporeo post-gara 57 Kg
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I numeri di Matteo stage by stage durante Appenninica

 

Si ringrazia

Tutto lo staff di Appenninica MTB per aver valorizzato l’Appennino più bello che ci sia

Edoardo Melchiori e Igor Schifris per le stupende foto

SRM Italia per il supporto tecnico

 

Riguardo a Andrea Ghelardoni

Potete trovarmi sui campi gara oppure

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