La sfortuna frena Chiarini: a Riolunato va a segno Saitta

Il copione della terza tappa di Appenninica MTB Stage Race era già scritto: corta, esplosiva e ricca di insidie. Così è stato sui 38 km e 1.500 metri di dislivello della Monte Cimone Challenge, un anello intorno a Riolunato andato in scena mercoledì 24 giugno. Soprattutto tra gli uomini è stato un susseguirsi di colpi di scena, capaci di ridisegnare la classifica generale.

Sembrava tutto apparecchiato per Riccardo Chiarini, ma due salti di catena negli ultimi chilometri gli hanno soffiato il successo di mano. A vincere è stato Vincenzo Saitta, a cui la sorte ha restituito quanto aveva tolto ieri. Il siciliano ha conquistato la tappa, riprendendo la maglia di leader firmata Barbieri PNK e incrementando il vantaggio sui rivali.

Il grande protagonista della terza frazione è stato Riccardo Chiarini. L’esperto biker italiano ha attaccato in solitaria dopo appena 5 km, nell’abitato di Pievepelago, lasciando tutti sul posto. Al passaggio alla prima feed zone, al km 15, il suo vantaggio era già salito a un minuto e mezzo su Marek Sülzle e Vincenzo Saitta, con Emanuele Spica, Hans Becking e Luca Cacchi poco più attardati.

Nella successiva salita verso i 1.840 metri del Monte Cimone il vantaggio si è assottigliato fino ad azzerarsi, ma un Chiarini indemoniato si è lanciato in discesa riuscendo nuovamente a scrollarsi di dosso gli avversari.

Alle sue spalle, poco prima della seconda feed zone al km 25, foravano Spica e Becking. Il siciliano ha trovato nel proprio staff il supporto necessario per cambiare la ruota; l’olandese ha dovuto affidarsi all’assistenza neutrale, riuscendo solo a tamponare la situazione. Nel frattempo, Saitta e Sülzle continuavano il loro inseguimento su Chiarini.

Nell’insidiosa discesa di rientro verso Riolunato è accaduto di tutto. Sülzle ha perso terreno su Saitta, che è riuscito a raggiungere e superare Chiarini, vittima di due salti della catena negli ultimi chilometri. La vittoria è così sfumata nel peggiore dei modi per lui, costretto a chiudere a 39 secondi da Saitta, primo in 1:47:08. Terzo Marek Sülzle a 2:07.

Ha pagato 4:49 Emanuele Spica, arrivato al traguardo insieme a Luca Cacchi. Pesantissimo invece il ritardo di Hans Becking: 10:02, un gap che lo allontana sensibilmente dalla lotta per la vittoria finale.

Mi dispiace per Riccardo, l’ho anche aspettato nel finale perché si meritava la vittoria di questa tappa – le parole di Saitta a caldo -. La discesa finale era insidiosa, ho rischiato di ‘perdere’ la bici diverse volte e ho preferito essere un po’ più cauto. Ai meno 10 km sono rientrato su Chiarini, e nel finale i suoi problemi tecnici mi hanno permesso di vincere la tappa”.

Grazie al successo odierno Saitta torna al comando della generale, ma la gerarchia alle sue spalle è profondamente cambiata. Il compagno di squadra Spica è secondo a 2:47, mentre Sülzle balza al terzo posto a 8:51. Più attardati Becking a 9:41 e Cacchi a 11:25.

Siamo venuti ad Appenninica per fare un gioco di squadra: che la maglia la indossi io o Emanuele cambia poco a livello tattico”, analizza Saitta.

Tra i Master il successo di tappa è andato a Oscar Pujol in 2:02:23, ma Juul Van Loon resta saldamente al comando della classifica generale. Terzo successo consecutivo su tre tappe per Jon Roberts tra i Grand Master in 2:09:36, così come Bernd Büdenbender si conferma imbattibile tra i Great Grand Master. 

Rivincita Schulz. Steinburg nuova leader

Se tra gli uomini sono in cinque a darsi battaglia in dieci minuti, tra le donne l’equilibrio non è da meno. Nella seconda tappa sono state in cinque a fare il ritmo nei primi chilometri: la leader della generale Luiza De Souza, ripartita dopo la caduta di ieri, insieme a Lola Bakker, Greete Steinburg, Mara Parisi Syd Schulz.

Nella lunga discesa verso Fanano, la brasiliana, transitata per prima al GPM, ha perso diversi minuti, uscendo definitivamente dalla lotta per la classifica. I postumi della caduta di ieri non le hanno permesso di riposare bene, e la prestazione ne ha inevitabilmente risentito.

Sull’ultima salita Steinburg ha alzato il ritmo con decisione, mentre alle sue spalle Bakker e Schulz hanno tentato di tenerle la ruota. Ben presto l’americana si è ritrovata sola all’inseguimento dell’estone, ma negli ultimi chilometri ha ricucito lo strappo, prendendosi la vittoria nei metri finali in 4:45:19. Appena 27 secondi il vantaggio su Steinburg, mentre al terzo posto ha chiuso Mara Parisi a 1:27, brava a rimontare nel finale su Lola Bakker, quarta a 3:46. Sprofonda Luiza De Souza a quasi un’ora di ritardo.

Ho conquistato la vittoria negli ultimi metri, è stato fantastico – le parole di Schulz dopo il successo -. Nella salita verso il Monte Cimone mi sono trovata seconda dietro a Greete e ho spinto sapendo che Lola sarebbe potuta rientrare in discesa. Invece nel finale ho visto Greete e ho dato tutto. Ieri è andato tutto storto, ho bucato e perso minuti, ma oggi stavo davvero bene. Sono ormai fuori dai giochi per la classifica generale ma proverò a divertirmi nei prossimi giorni”.

Steinburg si può consolare con la Maglia Rosa-Barbieri PNK di leader della classifica generale, guidata con un vantaggio di appena 1:42 su Lola Bakker. Alle loro spalle Mara Parisi paga 4:39, mentre Syd Schulz ha accorciato a 17:32. Oltre i 50 minuti il ritardo di Luiza De Souza.

Adoro questa gara, l’atmosfera e i percorsi: mi sono goduta ogni chilometro oggi – racconta Greete Steinburg al traguardo -. Non ho voluto rischiare troppo perché mancano ancora tre giorni. Ieri ho perso tempo per una caduta in discesa e oggi sono stata cauta. Sono abituata a migliorare di giorno in giorno nelle gare a tappe e questo mi rende fiduciosa. La Queen Stage è quella che si addice di più alle mie caratteristiche e l’ho percorsa in ricognizione: l’affronterò con maggiore sicurezza”.

Vittoria di Becking, maglia a Spica

Hans Becking, Vincenzo Saitta ed Emanuele Spica sembrano essere i tre atleti più in forma di questa Appenninica 2026. Anche nella seconda tappa il terzetto ha imposto il proprio passo fin dalle prime pedalate, allungando progressivamente il vantaggio sugli inseguitori. La prima selezione è arrivata sulla lunga salita inziale verso il Corno alle Scale, ma al Lago Scaffaiolo il loro vantaggio su Marek Sülzle e Luca Cacchi era ancora di pochi secondi.

Verso Sestola il romagnolo del Bad Team è stato vittima di una foratura, perdendo minuti decisivi nel riparare la ruota. I tre davanti hanno proseguito compatti anche sull’ascesa verso il Monte Cimone. Nella discesa verso Riolunato, è stato Saitta a rompere l’equilibrio: il leader della classifica generale ha guadagnato qualche metro sul compagno e sull’olandese, ma a cinque chilometri dal traguardo una foratura l’ha costretto a rallentare.

Becking e Spica lo hanno superato e si sono giocati la vittoria nella rampa d’arrivo di Riolunato. L’ha spuntata l’olandese, che ha chiuso in 3:30:34. Spica, secondo al traguardo, si è messo sulle spalle la Maglia Blu-Barbieri PNK, mentre Saitta ha pagato un ritardo finale di 2:02. Quarto Marek Sülzle a 4:29, quinto Luca Cacchi a 4:54.

Oggi è stata una tappa bellissima con salite toste e discese tecniche e divertenti – racconta il vincitore di tappa Hans Becking –. Saitta e Spica sono forti, siamo stati insieme tutta la tappa. Sarà dura staccarli perché stanno molto bene. Penso la lotta resterà aperta fino alla fine, perché siamo racchiusi in pochi minuti e la situazione può cambiare rapidamente, come successo oggi”.

 

In classifica generale Spica sale al comando, con Becking secondo a 1:31 e Saitta terzo. Più attardati, ma non ancora fuori dai giochi, Cacchi quarto a 8:38 Sülzle quinto a 8:45.

“Abbiamo fatto il forcing nel finale per vincere, ma una foratura ha messo fuori dai giochi Vincenzo nel momento decisivo – analizza il nuovo leader, Spica -. Io mi sono giocato la vittoria di tappa in volata. Nei prossimi giorni cercheremo ancora di controllare la corsa, ma siamo tutti lì e la gara è molto aperta”.

Tra i Master si conferma la Maglia Verde Juul Van Loon che bissa il successo della prima frazione chiudendo la prova in 4:00:45. Conferma anche nella categoria Grand Master con il successo di Jon Roberts in 4:17:37 e nella Great Grand Master con vittoria di Bernd Büdenbender in 5:45:35. 

De Souza più forte di tutto

Era una delle atlete più attese e Luiza De Souza non ha deluso. La 23enne brasiliana ha vinto la prima tappa femminile di Appenninica MTB Stage Race 2026 superando non solo le avversarie, ma anche una caduta nel finale che avrebbe potuto costarle caro.

Come per la gara maschile, la corsa si è decisa nella lunga salita centrale, quando il gruppo si è ridotto a quattro: De Souza, Lola Bakker, Greete Steinburg e Mara Parisi. Sull’ultima ascesa la brasiliana ha piazzato l’attacco decisivo: Bakker ha tenuto botta per qualche tornante, poi ha dovuto cedere.

Una caduta della battistrada nell’ultima discesa ha rischiato di riaprire i giochi, ma De Souza si è rialzata e ha tagliato il traguardo in 3:10:46. Bakker è arrivata a 1:33, ancora pienamente in corsa per la classifica generale. Terza Greete Steinburg a 3:10, quarta Mara Parisi a 6:49.

La nota stonata riguarda Syd Schulz, quinta a oltre 21 minuti dalla vincitrice. L’americana, seconda lo scorso anno, non è apparsa al meglio: potrebbe aver risentito del jet lag, essendo atterrata in Italia soltanto ieri, o non essersi ancora ambientata al caldo di questi giorni.

Dopo l’arrivo, Luiza De Souza è stata portata precauzionalmente all’ospedale di Porretta Terme per degli accertamenti, a causa di un colpo alla testa riportato nella caduta.

Sono stata bene per gran parte della gara, ma nel finale non sono riuscita a reggere il ritmo di Luiza – ammette Lola Bakker -. Non ho visto la caduta, ma spero davvero possa ripartire domani mattina”.

Sugli Appennini si parla siciliano

Avevano promesso di fare fuoco e fiamme, e lo hanno fatto fin dal primo giorno, tagliando il traguardo in coppia. La prima tappa di Appenninica MTB Stage Race 2026, andata in scena lunedì 22 giugno 2026, porta la firma di Vincenzo Saitta, scortato fino alla linea d’arrivo dal compagno Emanuele Spica.

Il duo del Rolling Bike Team si è imposto sul traguardo dopo 48 km e 2.000 metri di dislivello, con partenza e arrivo da Vidiciatico, ma di strada verso il traguardo finale di Castelnovo ne’ Monti ce n’è ancora molta, e tutto può ancora accadere nelle quattro tappe rimanenti. La classifica è corta, l’equilibrio è reale e tutto può ancora accadere tanto nella corsa maschile quanto in quella femminile.

Una vittoria speciale quella del duo siciliano, dedicata alle due cicliste morte nel weekend nell’ennesimo incidente: Adele Cobelli e Nicoleta Mirela Rusu. 

SUGLI APPENNINI SI PARLA SICILIANO

In campo maschile, la corsa si è animata fin dalla prima salita, da Vidiciatico verso Lizzano in Belvedere, con Federico Mandelli ad accendere le polveri, portandosi via un gruppo di sette atleti. La scrematura decisiva è però arrivata nella lunga ascesa verso il punto più alto di giornata, a 1480 metri, dove Hans Becking ha fatto pesare il suo status di favorito. L’olandese ha alzato il ritmo e ha spaccato il gruppo, ma il terzetto italiano non si è fatto intimidire: Saitta, Spica e Cacchi hanno risposto colpo su colpo.

A pagare il prezzo più alto è stato Marek Sülzle, costretto a rallentare per un problema meccanico. La sfortuna ha poi colpito anche Becking: un guaio tecnico in discesa gli ha fatto mettere il piede a terra, perdendo qualche metro che poi non è più riuscito a recuperare. Nella salita successiva, dopo il Rifugio Segavecchia, Saitta e Spica hanno ulteriormente alzato il ritmo, staccando definitivamente Cacchi.

Nella picchiata finale i due siciliani hanno gestito il vantaggio chiudendo la prova in 2:20:46. Becking ha conquistato il terzo posto superando Cacchi nell’ultima salita, accusando 1:40 di ritardo dai primi due; il romagnolo ha pagato 2:31. Quinta piazza per Sülzle a 4:17.

Oggi era una tappa breve, ma siamo riusciti a fare la differenza nella seconda lunga salita, costruendo un vantaggio poi risultato decisivo – racconta Saitta dopo il traguardo -. Arrivo dal secondo posto dello scorso anno e volevo tanto indossare la maglia di leader: sarà dura mantenerla fino a Castelnovo ne’ Monti, ma penso di avere la possibilità di farcela. Domani avrò una carica in più e avere Emanuele in classifica sarà fondamentale: ogni giorno è diverso e poter giocare due carte cambia tutto per la squadra”.

La Maglia Verde di leader della categoria Master va a Juul Van Loon, decimo al traguardo in 2:44:33. Tra i Grand Master il successo è andato all’inglese Jon Roberts in 2:57:16, mentre nella categoria Great Grand Master si è imposto il tedesco Bernd Büdenbender in 3:33:40.