Hans Becking, Vincenzo Saitta ed Emanuele Spica sembrano essere i tre atleti più in forma di questa Appenninica 2026. Anche nella seconda tappa il terzetto ha imposto il proprio passo fin dalle prime pedalate, allungando progressivamente il vantaggio sugli inseguitori. La prima selezione è arrivata sulla lunga salita inziale verso il Corno alle Scale, ma al Lago Scaffaiolo il loro vantaggio su Marek Sülzle e Luca Cacchi era ancora di pochi secondi.
Verso Sestola il romagnolo del Bad Team è stato vittima di una foratura, perdendo minuti decisivi nel riparare la ruota. I tre davanti hanno proseguito compatti anche sull’ascesa verso il Monte Cimone. Nella discesa verso Riolunato, è stato Saitta a rompere l’equilibrio: il leader della classifica generale ha guadagnato qualche metro sul compagno e sull’olandese, ma a cinque chilometri dal traguardo una foratura l’ha costretto a rallentare.
Becking e Spica lo hanno superato e si sono giocati la vittoria nella rampa d’arrivo di Riolunato. L’ha spuntata l’olandese, che ha chiuso in 3:30:34. Spica, secondo al traguardo, si è messo sulle spalle la Maglia Blu-Barbieri PNK, mentre Saitta ha pagato un ritardo finale di 2:02. Quarto Marek Sülzle a 4:29, quinto Luca Cacchi a 4:54.
“Oggi è stata una tappa bellissima con salite toste e discese tecniche e divertenti – racconta il vincitore di tappa Hans Becking –. Saitta e Spica sono forti, siamo stati insieme tutta la tappa. Sarà dura staccarli perché stanno molto bene. Penso la lotta resterà aperta fino alla fine, perché siamo racchiusi in pochi minuti e la situazione può cambiare rapidamente, come successo oggi”.
In classifica generale Spica sale al comando, con Becking secondo a 1:31 e Saitta terzo. Più attardati, ma non ancora fuori dai giochi, Cacchi quarto a 8:38 e Sülzle quinto a 8:45.
“Abbiamo fatto il forcing nel finale per vincere, ma una foratura ha messo fuori dai giochi Vincenzo nel momento decisivo – analizza il nuovo leader, Spica -. Io mi sono giocato la vittoria di tappa in volata. Nei prossimi giorni cercheremo ancora di controllare la corsa, ma siamo tutti lì e la gara è molto aperta”.
Tra i Master si conferma la Maglia Verde Juul Van Loon che bissa il successo della prima frazione chiudendo la prova in 4:00:45. Conferma anche nella categoria Grand Master con il successo di Jon Roberts in 4:17:37 e nella Great Grand Master con vittoria di Bernd Büdenbender in 5:45:35.