Dal 2019, anno della prima edizione, fino ad oggi, nessun atleta italiano è mai riuscito ad imporsi nella classifica generale di Appenninica MTB Stage Race. Dal 22 al 26 giugno, tuttavia, le cose potrebbero cambiare: oltre a Vincenzo Saitta ed Emanuele Spica, al via di una nuova edizione della più importante gara a tappe italiana in MTB tornerà anche Luca Cacchi, romagnolo e sorprendente secondo assoluto appena due anni fa, alle spalle di un imbattibile Hans Becking.
Con l’olandese incrocerà le ruote anche quest’anno, dal 22 al 26 giugno, e per Cacchi è proprio lui il grande favorito. “Quest’anno arrivo senza obiettivi prefissati, ma so di essere pronto e preparato – afferma il romagnolo –. Hans Becking è un grande atleta e l’ha sempre dimostrato. Torno a gareggiare con lui dopo Appenninica 2024 e sono sicuro si presenterà in ottima forma”.
Lo scorso anno Cacchi avrebbe dovuto essere al via, ma un infortunio rimediato alla HERO Südtirol Dolomites una settimana prima lo mise fuori gioco. Un periodo difficile per l’atleta del Bad Team: “Lo scorso anno ho sofferto molto per non poter essere presente ad Appenninica: insieme alla HERO Südtirol Dolomites era una delle gare su cui puntavo di più – ammette Cacchi –. Una microfrattura alla rotula mi ha messo fuori gioco e, dal punto di vista mentale, ho dovuto rinunciare ai miei obiettivi. Ma ho capito che la mountain bike è anche questo”.
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Nel frattempo, sui sentieri dell’Appennino dell’Emilia-Romagna sono emersi anche altri due italiani che Cacchi conosce molto bene. Il duo siciliano dell’ASD Rolling Team torna con obiettivi di vittoria, ma il romagnolo – pur senza dirlo apertamente – non si sente sfavorito.
“Spica e Saitta sono entrambi atleti fortissimi. Con loro mi sono confrontato in diverse gare quest’anno e mi hanno sempre preceduto, ma alla HERO Südtirol Dolomites ho chiuso davanti a Spica. Ci daremo battaglia in questi cinque giorni”, prevede Cacchi.
I tre partono con concrete possibilità di vincere la classifica finale di Appenninica MTB Stage Race 2026, tenendo conto della presenza di Hans Becking e del tedesco Marek Sülzle, dato in grande spolvero. A loro si aggiunge anche Riccardo Chiarini. In caso di successo, sarebbe la prima volta di un italiano sul gradino più alto della più importante corsa a tappe in mountain bike d’Italia.
“La possibilità di una vittoria italiana ad Appenninica è molto concreta quest’anno – ammette Cacchi –. Non bisogna però sottovalutare i nuovi atleti emergenti: la startlist è lunga e, come sono emerso io nel 2024, potrebbe venir fuori qualcun’altro in questo momento poco considerato”.
Il tempo dell’attesa sta per scadere: lunedì 22 giugno le carte verranno scoperte e si saprà chi sta bluffando e chi invece reali possibilità di vittoria.